Andrologia

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Come è fatto il sistema riproduttivo maschile

Testicoli: sono per l’uomo il corrispondente alle ovaie per le donne. Al contrario delle ovaie, però, i testicoli produco­no in continuazione gli spermatozoi che possono essere presen­ti, anche se in numero basso, sino alla tarda età. Oltre alla produzione di spermatozoi nei testicoli vi è un’attiva sintesi di testosterone, ormone a cui sono dovuti i caratteri maschi­li.

Epididimi e deferenti: gli spermatozoi prodotti da ognuno dei testicoli vengono poi raccolti da un sistema particolare composto dall’ epididimo che ha funzione di collettore degli spermatozoi e di produttore di varie sostanze necessarie al corretto funzionamento delle varie parti degli spermatozoi e dai condotti deferenti, veri e propri tubi per il trasporto degli spermatozoi sin dietro la vescica urinaria.

Vescicole seminali: sono due ghiandole che , poste dietro la vescica, producono gran parte del liquido seminale ed in par­ticolare il fruttosio (uno zucchero) che costituisce il mag­gior mezzo energetico degli spermatozoi.

Prostata: è una ghiandola posta dietro la vescica che produ­ce un liquido in cui sono presenti varie sostanze che costi­tuiscono, insieme a quelle prodotte dalle vescicole seminali, la parte liquida dello Sperma.

Uretra: canale posto all’interno del pene che viene utiliz­zato per l’espulsione delle urine e dello sperma.

Problemi maschili

Testicolo

Un numero basso di spermatozoi nel liquido seminale, che sia  dovuto a cause ormonali, può essere trattato con terapie spe­cifiche, le Gondotropine, ormai consolidate nell’uso da molti anni. Si tratta di uomini con FSH, LH e Testosterone bassi (Ipogonadismo) per cui un loro aumento frequentemente migliora la situazione.

Ormai desueto ( inutile) l’utilizzo della terapia ormonale in uomini con FSH, LH e Testosterone normali o addirittura superiori alla norma.

In associazione agli ormoni vengono spesso prescritti farma­ci a base di vitamine ed estratti vegetali (integratori).

Da parte di Alcuni Specialisti è ancora utilizzata la Carni­tina, molto in voga alcuni anni fa per il fatto che all’inter­no dell’epididimo si trovano relativamente  alte quantità di tale sostanza. Molti degli integratori oggi più noti contengono inositolo, zinco, arginina, coenzima Q10, Vit. C ed E. ecc.

Varicocele

La terapia del varicocele è chirurgica ma con molte varian­ti:

Intervento chirurgico da eseguire in sala operatoria con anestesia. La tecnica con taglio basso sul canale inguinale corregge il  varicocele tramite la legatura delle vene spermatiche.

Scleroembolizzazione della vena spermatica: si immettono dei farmaci sclerotizzanti attraverso un piccolo catetere nel­la vena spermatica.  E’ praticamente una tecnica utilizzabile ambulatorialmente o in day-hospital,  con dimissione in giornata.

Laparoscopia operativa utilizzata da pochi specialisti in quanto intervento lungo, complicato e quindi sproporzionato all’entità della patologia. Potrebbe avere un senso nel raro varicocele bilaterale.

Il varicocele può però ripresentarsi anche a distanza di tempo, nonostante l’intervento sia stato eseguito correttamen­te.

Comunque, in soggetti con infertilità con o senza altra cau­sa concomitante, il varicocele viene di solito operato. Molti specialisti non operano pazienti con oltre 35-40 anni per gli scarsi ottenibili.

Indispensabile è considerare l’età della partener. Il tempo di attesa di miglioramento dopo intervento per varicocele va da 6 mesi ad un anno, difficile da aspettare quando la partner ha 40 anni o più.

In coppie con liquido seminale con basso numero di spermato­zoi (circa 10.000.000 per ml) e con discreta motilità degli stessi anche dopo terapia, possono essere eseguite delle inse­minazioni intrauterine se è presente un’attività ovarica rego­lare e le tube sono pervie.

Se al problema maschile si associano problemi genitali fem­minili che riducano anche la fertilità della donna è opportuno passare direttamente alla fecondazione assistita.

Chi ha pochissimi spermatozoi nell’eiaculato (anche sotto i 2 milioni/ ml), e non intenda utilizzare la banca del seme, ha una soluzione nella fecondazione assistita con la I.C.S.I.  che, saltando tutti gli ostacoli, introduce un solo spermatozoo all’interno del nucleo dell’ovocita .

In caso di azoospermia (assenza di spermatozoi nell’eiacula­to), è necessario stabilire se ciò è dovuto a mancata produ­zione di spermatozoi da parte dei testicoli oppure ad impossi­bilità di farli arrivare all’esterno. A questo proposito è in­dicativo il dosaggio dell’F.S.H.. Quando questo ormone è molto au­mentato rispetto alla norma, l’azoospermia è legata a un danno testicolare non rimediabile. Quando l’ F.S.H. è basso è possi­bile che sia presente un’ostruzione delle vie spermatiche e quindi potrebbe essere d’aiuto la biopsia dei testicoli con ricerca degli spermatozoi nei frammenti (TESE).

Viene effettuata praticando un’incisione di circa 1 cm. sullo scroto ed in profondità sino al testicolo dal quale si asporta un o più frammenti, grossi come un chicco di grano, nei quali i biologi cercheranno gli eventuali spermatozoi.

La Deferento-vescicolografia è necessaria quando si suppone l’esistenza di un ostacolo al passaggio degli spermatozoi dai testicoli sino all’uretra. E’ quindi necessario nei casi di azoospermia con FSH basso ma è  ormai quasi abbandonata data la maggiore percentuale di successo con la I.C.S.I. dopo T.E.S.E.

Quando non vi sono spermatozoi nell’eiaculato ma questi sono invece presenti negli epididimi è possibile effettuare la M.E.S.A. ovvero il prelievo di spermatozoi dall’epididimo con metodica microchirurgica. Gli spermatozoi ritrovati vengono utilizzati in cicli di fecondazione con I.C.S.I.

In mancanza assoluta di produzione di spermatozoi da parte dei testicoli rimane solo la possibilità di utilizzare la ban­ca del seme o l’adozione.

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